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Il padre delle piscine milanesi

Un tuffo nella storia dei lidi cittadini
 

Sarà un’estate con più milanesi in città, quella del 2020. Tra viaggi saltati, attività che cercheranno di recuperare il lavoro perso e famiglie impoverite, non tutti potranno scappare dalla calura cittadina. E così, forse, aumenteranno i milanesi che cercheranno un po’ di relax in una delle tante piscine all’aperto della città. In questa prima settimana di “fase 3” si segnalano già impianti pieni, anche a causa della capienza ridotta adottata per le misure di contenimento del contagio, ma il mito della giornata in piscina in città non nasce oggi.  Sono gli anni ’20 e ‘30 del Novecento, quando alcune personalità del mondo dell’architettura si prodigano per arricchire il patrimonio della città con attrezzature sportive e ludiche, che regalano a Milano alcune piscine d’autore, ancora oggi le più amate e frequentate. C’è una figura, in particolare, che può essere identificata come il padre delle piscine milanesi: Luigi Lorenzo Secchi.
Luigi Lorenzo Secchi, a destra, con Paolo Grassi
Architetto nato in Toscana nel 1899, ma milanese d’adozione, Secchi progettò, tra le altre, la piscina Cozzi di viale Tunisia, la piscina Romano di Città Studi e la piscina Caimi, cioè gli attuali Bagni Misteriosi, in zona Porta Romana. Anche se fu per un altro motivo che fu internazionalmente riconosciuto (è morto nel 1992): fu architetto conservatore della Scala di Milano dal 1932 al 1982, e si occupò della sua ricostruzione dopo i bombardamenti dell’agosto del 1943. La maggior parte delle costruzioni che progettò in città vennero comunque costruite prima del secondo conflitto mondiale. L’ingegner Secchi fu assunto dal Comune nel 1925 e, complice il rinnovamento edilizio della città voluto dal regime, mise la sua impronta di innovatore nell’architettura sociale, quella dedicata allo svago e allo sport. Nel 1928 Secchi si pose l’obiettivo di costruire sette piscine in altrettante zone di Milano poco edificate ma ben servite dai mezzi pubblici, mantenendo come costante uno stile sobrio e l’innovazione tecnologica, e in pochi anni riuscì a diventare direttore dell’ufficio tecnico del comune di Milano. Il suo piano per costruire un insieme di piscine decentrato sul territorio e facilmente accessibili ai milanesi non venne realizzato nella sua globalità, anche perché Secchi si scontrò con i piani dell’amministrazione di allora, che voleva investire la somma di undici milioni di lire per realizzare tre impianti sportivi con terme. Fortemente critico contro l'idea, che giudicava elitaria e centralistica, Secchi vi contrappose il suo piano, articolato in un sistema di piscine rionali dal costo stimato pari ad un milione di lire, e riuscì a farselo finanziare, anche se solo in parte.
Piscina Guido Romano (© Archivio L. L. Secchi, Politecnico di Milano)
La prima grande piscina che realizza è la Guido Romano in via Ponzio (Città Studi), una scenografica vasca rettangolare di 4000 metri quadri tutt'oggi affollatissima durante l’estate. Il centro natatorio è costruito in soli cinque mesi, dal gennaio al luglio del 1929, in un contesto molto diverso da quello odierno. La Romano, che è stata ristrutturata l’anno scorso, si trova a due passi da Piazzale Viola, oggi immersa tra i palazzi circostanti. Guardando le foto d’epoca si capisce come la situazione fosse molto diversa alla sua creazione: questo era un paesaggio di periferia "sironiano", in cui le propaggini edificate della città si mescolavano incerte con la tessitura della campagna. Il progetto fu uno dei più innovativi dell'epoca: una grande vasca rettangolare all’aperto da 40 x 100 metri, con una profondità variabile da zero a quattro metri, e alimentata con acqua tratta dalla falda e depurata (un’assoluta novità, considerato che fino ad allora le piscine erano realizzate nei pressi dei corsi d’acqua per sfruttarne la portata).
Piscina Cozzi ( © Archivio L. L. Secchi, Politecnico di Milano)
Un altro gioiello architettonico di Secchi è la piscina Cozzi, il cui programma di costruzione si concretizza nel 1933, in vista dei Littoriali dello sport, organizzati per l’anno successivo. Tutt’oggi, quando si passa per viale Tunisia, è difficile non notare l’imponente edificio in marmo e mattoni rossi, che era rivoluzionario già all’epoca. La Cozzi è stata la prima vasca coperta in Italia e per diverso tempo una delle più grandi piscine coperte d’Europa, insieme alla piscina dell’isola di Margherita a Budapest e alla Hallenschwimmbad del quartiere Mitte di Berlino. Poco più di un mese prima dell’inizio dei lavori, dopo aver già studiato molto per arrivare ad un progetto, Secchi compie un viaggio a Francoforte, Berlino, Vienna e Budapest per avere ancora più ispirazione ammirando le piscine di queste città. Se i tempi di progettazione sono molto brevi, i tempi per la realizzazione sono addirittura brevissimi: 194 giorni dall’inizio delle fondazioni all’inaugurazione, a cavallo dell’inverno e in condizione di cattivo tempo e gelo. Nonostante molti interventi di ammodernamento negli anni, tanto che la Cozzi è Centro Federale della FIN e considerata l’Università del Nuoto milanese, si possono ancora ammirare pavimenti in marmo, intarsi e mosaici all’interno della struttura.
Bagni Misteriosi
La piscina più scenografica con la firma di Secchi è forse però quella oggi conosciuta con il nome Bagni Misteriosi, da non confondere con l’opera firmata da Giorgio de Chirico che si trova al Museo del Novecento o con la fontana nel giardino della Triennale, entrambe chiamate allo stesso modo. L’ex Centro Balneare Caimi, rinominato oggi Bagni Misteriosi, è stato costruito su progetto di Secchi e terminato nel 1939. Si trova in via Botta, zona Porta Romana, ed è adiacente al Teatro Franco Parenti, con il quale formava il quartiere Vasari-Battisti, concepito negli anni ‘30 come spazio polifunzionale con sale per la scherma, la boxe, le organizzazioni littorie di quartiere, studio medico, biblioteca e piscina. Chiusa nel 2007 per mancanza di standard igienici adeguati e lasciata cadere in rovina, la piscina ha riaperto alle attività e alla balneazione nel 2016 dopo una profonda ristrutturazione, e oggi ospita anche aperitivi e concerti nella sua cornice suggestiva.
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