Copy
View this email in your browser

Più parcheggi per tutti


Il movimento politico contro la demonizzazione dell’automobilista


A Milano non c’è nessun partito degli automobilisti, anche se è appena nato un movimento politico che nel suo programma ha messo lo stop alla “costruzione selvaggia di piste ciclabili”, l’abolizione di Area B e C, la sosta gratuita in tutta la città per i residenti, la riapertura al traffico di aree pedonali e ztl. Edoardo Dubini, fondatore del movimento, rigetta infatti il nome di “partito degli automobilisti” che alcuni giornali hanno già dato a MuoverMi, un progetto per la costruzione di una lista civica che si presenti alle elezioni comunali di Milano del 2021. “Noi non nasciamo in contrapposizione ai ciclisti o a chi usa i monopattini, ma per dar voce all’automobilista, una figura ormai demonizzata e su cui si sta facendo un gioco al massacro,” dice Dubini, che nella vita fa l’architetto e discutendo online di questi argomenti ha avuto l’idea di fondare un soggetto politico che prendesse a cuore tutti i milanesi che si sentono danneggiati dalle politiche sulla mobilità di questa e delle giunte precedenti.

Dubini si approccia al problema della mobilità e dell’uso dell’auto in un modo “liberale”: “noi non siamo per il disincentivo all’automobile, ma più per la libertà che ognuno ha di poterla usare. È il cittadino che deve decidere quando gli serve e se gli serve.” Guardando ai dati emerge che gli italiani senza macchina non sanno stare, e che il nostro paese è un’anomalia da questo punto di vista: in Italia ci sono oltre 700 automobili per 1000 abitanti, cento in più della media europea e 200 in più dei paesi del nord Europa. Tutte le proposte di MuoverMi partono però dal presupposto che dell’auto non si può fare a meno, anche in una città in cui il trasporto pubblico funziona bene come a Milano. E se tutti i cittadini hanno bisogno di un’auto, anche solo, come spiega Dubini, “una volta al mese o magari per andare a prendere la madre anziana,” queste persone hanno bisogno di parcheggio. La proposta di MuoverMi, in questo senso, è chiara: “investimenti per realizzare aree di sosta a vista, sotterranea, o sopraelevata ovunque sia possibile, finalizzati a rimuovere dalle strade la sosta permanente, favorendo la sosta breve, a tempo”, come si legge dalla prima bozza di programma. Se infatti si tolgono posti in auto in una via, sostiene il fondatore del movimento, il problema si sposterà semplicemente in quella successiva, perché il cittadino l’auto la deve comunque parcheggiare. Negli anni poi, spiega Dubini, ammettendo però che tornare indietro in certe situazioni è quasi impossibile, è stata la creazione non adeguatamente ragionata di piste ciclabili e aree pedonali a peggiorare la situazione: “in via Ripamonti hanno allargato i marciapiedi ed ora due mezzi non passano più. La ciclabile realizzata in Piazza Castello, che è costata diversi milioni di euro, non serviva a nulla perché poi hanno chiuso l’intera piazza e quindi bastava una striscia di colore per terra. In viale Tunisia la ciclabile è stata fatta malissimo: all’inizio era stata realizzata con i tombini messi nel senso di percorrenza delle bici, e quindi anche in modo pericoloso. Per la ciclabile in via Monterosa/Piazza Amendola ci sono voluti anni, con il materiale da costruzione che giaceva lì abbandonato.”

Per rendere le ciclabili meno problematiche per posti auto e automobilisti, Dubini ha la sua proposta. Nella sua visione, le auto parcheggiate rimarrebbero a lato della strada, e basterebbe disegnare una striscia per terra per segnalare lo spazio dove devono passare le biciclette. Le auto continuerebbero a circolare tra la striscia disegnata e la metà della sede stradale. Alla domanda se questo sistema non renderebbe circolare in bici più pericoloso, visto che i ciclisti rischierebbero di non essere visti da chi fa retromarcia dal parcheggio o di essere accanto alle auto che circolano, Dubini risponde che il problema è solo abituarsi, perché comunque costruire ciclabili in altro modo sarebbe peggio, in quanto sottrarrebbe parcheggi agli automobilisti. A Milano, però, il 60% di tutti gli spostamenti urbani è inferiore ai 3 chilometri, una distanza percorribile in bici in soli 12 minuti, ma i milanesi che utilizzano la bici come principale mezzo di spostamento sono solo il 6% del totale. Secondo il fondatore di MuoverMi è auspicabile un minor utilizzo dell’auto per gli spostamenti brevi, ma questo obiettivo non può essere perseguito imponendo divieti.

Avere più veicoli in circolazione non farebbe però bene alla già molto inquinata aria della città. A Milano infatti, nel 2018, sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono in ben 135 giorni, secondo dati di Legambiente, risultando la sesta città in Italia in questa pericolosa classifica (nei primi tre posti altre tre città lombarde: Brescia, Lodi e Monza). Dubini però, prima di puntare il dito verso gli automobilisti, vorrebbe sapere se tutti gli edifici o i mezzi di proprietà del Comune sono a norma ed efficienti in merito a emissioni e sostenibilità, e quanto questi, e gli sprechi dei negozi che tengono temperature altissime in inverno e siderali in estate, contano sul totale delle emissioni. Queste informazioni non sono reperibili, però alcuni dati lo sono, e dicono che Milano è la prima area urbana al mondo per numero di morti premature ogni 100.000 abitanti attribuibili all’inquinamento atmosferico causato dai trasporti. La classifica è contenuta nel report “A global snapshot of the air pollution-related health impacts of transportation sector emissions in 2010 and 2015” dell’ICCT, un ente no-profit che offre consulenza, studi e analisi scientifiche agli enti regolatori e I cui dati, qualche anno fa, avevano fatto scoppiare lo scandalo Dieselgate.

Una misura che non va ne a discapito degli automobilisti, ne di chi auspica una minor circolazione di mezzi nel centro città è la costruzione di nuovi parcheggi di interscambio, tipo Famagosta. Questa è una delle proposte di MuoverMi per migliorare anche le condizioni di chi abita fuori città e lavora a Milano. Secondo Dubini, però, ci si doveva pensare prima della creazione di Area B - una soluzione del tutto sbagliata dal suo punto di vista - perché ora i paesi dell’hinterland stanno mettendo più strisce blu per andare all’incasso nei confronti di quelle persone che devono lasciare il proprio veicolo fuori dal centro cittadino. Costruendo un numero maggiore di parcheggi di interscambio, in cui si paga una cifra simbolica di due euro per la sosta giornaliera, si favorirebbe invece il meccanismo per il quale lavoratori e visitatori occasionali lasciano l’auto alle porte del centro e poi prendono i mezzi pubblici per spostarsi in città.

Oltre ad una forte opposizione a tutto quello che limita scelte e movimenti degli automobilisti, i sostenitori di MuoverMi, per ora riuniti solamente in gruppo Facebook ma che presto organizzeranno incontri pubblici e una campagna di adesione al movimento, intendono ottenere una equiparazione di trattamento fra automobilisti e tutte le persone che usano altri mezzi. “Ormai sembra che chiunque vada in macchina sia un incivile, mentre è il comportamento a definire una persona così, e non il mezzo che usa,” spiega Dubini, “da una parte c’è il far west (monopattini & bike sharing, ndr), e dall’altra c’è la demonizzazione dell’automobilista, di cui ci si ricorda solo quando fa comodo, perché paga assicurazione, bollo e benzina ogni anno.”

Share Share
Tweet Tweet
Forward Forward
Se non sei ancora iscritto, clicca qui e inserisci la tua email!
Copyright © 2019 Duemila Parole, All rights reserved.

Se vuoi contattarci, scrivi a 2000parole@gmail.com
oppure rispondi a questa email

Via Bernardo Davanzati, 40 - Milano

Vuoi cambiare il modo in cui ricevi questa newsletter?
Puoi cambiare le tue preferenze o cancellare la tua iscrizione


Email Marketing Powered by Mailchimp