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«Resta qui e bruciami piano
come il basilico al sole
sopra un balcone italiano»


Fiamme negli occhi, Coma_Cose

Una cosa che ho scoperto

Mi sono accorta di essere attratta molto di più dalle storie che partono da un punto di vista personale che da quelle tutte costruite sull'immaginazione: mi piacciono i memoir, i romanzi autobiografici e chi offre un pezzo di sé per permettere ad altre persone di ritrovarcisi dentro.

Adesso più che mai in quello che leggo cerco la vita vera e mi succede spesso di trovarla online, raccontata come una luce che si accende all'improvviso in una stanza buia: ieri mi sono commossa con C'erano tutti di Viola Scintilla.

Di cosa parla? Ne ricopio un passaggio:

«Ero una caregiver, cioè una persona che accudisce qualcuno che ha perso la propria autonomia e lucidità, o che non le ha mai avute. Lo ero diventata pochi mesi prima, di colpo, senza maturare coscienza del ruolo. Era stato all’inizio di ottobre: una telefonata dall’ospedale, un ricovero, un ematologo ligure con poco tempo per spiegarmi che la leucemia di mia madre era passata da cronica ad acuta: "Può andare avanti un anno, al massimo. Al primo raffreddore o alla prima infezione, muore"». 

Una cosa che ho imparato

Febbraio è stato un mese velocissimo in cui niente è andato come mi aspettavo. Mi ha insegnato che tutto mi tocca di più, nel bene e nel male: ho sperimentato che cosa sia la rabbia e quanta energia consumi inutilmente.

Forse è la pandemia che esaspera quello che succede, forse sono io che vivo tutto in modo diverso, ma c'è una cosa che voglio imparare adesso: devo disinnescare le parole e le persone che mi fanno innervosire, perché non voglio più occupare nemmeno un millimetro della mia salute mentale con questioni che non meritano davvero tutta questa attenzione.

Una cosa che mi ha fatto cambiare idea 

Tutti i libri sui progetti creativi e personali che ho letto dicono la stessa cosa: per realizzare davvero un'idea, devi dedicarle tempo tutti i giorni. Deve diventare un'abitudine come lavarsi i denti, deve far parte di te.

Ho capito davvero cosa intendessero quando non sono riuscita a prendermi cura dei miei spazi come stavo facendo in questi mesi: mi sono sentita come se mi mancasse qualcosa.

Un po' perché immaginare argomenti da raccontare online è un meccanismo svuotatesta e se non progetto o preparo liste è come se tenessi tutto dentro, incastrato da qualche parte; un po' perché gli spazi personali sono pura libertà, evasione dal lavoro e dalle giornate tutte uguali.

Nelle prossime settimane la scrittura sarà il mio spazzolino da denti, per reagire alla zona rossa e allenarmi alla costanza. Per prendere un impegno con me stessa ho aperto un profilo su Ko-fi: se ti va, puoi offrirmi un caffè virtuale e sostenere questa newsletter e quello che scrivo sul blog. 
E tu, come stai?

Mi racconti le cose che hai imparato, scoperto o che ti hanno fatto cambiare idea? Se ti va, puoi scrivermi rispondendo a questa mail. 

Io torno ad aprile.

Abbracci stretti,
Valentina

Ancora un po' di cose

Sono Valentina Aversano, un'esperta di comunicazione digitale che ama raccontarti i libri, la lettura e i progetti culturali che non conosci ancora.


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L'immagine di Basilico è di Ottavia Baldi




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