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«Scrivere mi serve per vedere il meccanismo delle cose. Le parole sono i muscoli e le ossa. A volte ti sembra che nella vita tutto succeda senza un motivo, invece il motivo c'è sempre, solo che all'inizio non lo vedi. Se una cosa la puoi scrivere, allora vuol dire che la puoi capire».

Tempesta madre, Gianni Solla

Una cosa che ho scoperto

Sono una grande fan delle interviste come genere letterario: mi piace quando vengono fuori risposte calde, non stereotipate e sembra davvero di intravedere la persona dietro le parole. 

Quelle che firma Teresa Ciabatti su 7 - Corriere della Sera sono tra le mie preferite, perché mi fanno scoprire sempre qualcosa che non so e contengono almeno un paio di frasi che trascrivo per non dimenticarle: poco fa mi sono commossa leggendo un passaggio in particolare di quella allo stylist Nick Cerioni, verso la fine. Ha a che fare con la genitorialità, dice quello che penso anche io.

Altre interviste che ho amato molto: Valeria Parrella - Fumettibrutti - Madame


(Mi sono accorta che da qualche numero di Basilico a questa parte ti racconto sempre scoperte che hanno a che fare con qualcosa che ho letto e che mi ha toccata in modo particolare, non so se ci hai fatto caso anche tu.)

Una cosa che ho imparato

Voglio stare in mezzo alla gente, tornare casa stanca perché ne ho vista troppa e mi fa male la faccia da quanto ho parlato.

Rivoglio i giorni di festa che sanno davvero di festa, le chiacchiere dal vivo con le persone care, io porto il dolce, tu?, le tavolate che restano mezze apparecchiate mentre te ne stai lì a parlare senza guardare l'orologio.

Questa seconda Pasqua in solitaria mi ha fatto venire una nostalgia fortissima.

Una cosa che mi ha fatto cambiare idea 

Strategie Prenestine ha compiuto due anni e da quando esiste mi ha fatto molti regali: ho incontrato Carola e conosciuto persone straordinarie, ho trovato il coraggio di volere bene a tutti i miei progetti e non mi sono mai più sentita sola.

C'è un altro aspetto importante che non dico mai: mi ha riconciliata con i libri, perché è un gruppo che non ha niente a che fare con le dinamiche dell'editoria. Non usa lo stare insieme per creare circoletti esclusivi né vede la lettura come un'arma per ostentare conoscenza o posizionarsi su una mappa di potere e sgambetti: per me è aria pura.

Siamo gente che legge senza sentirsi migliore o superiore: chi passa una serata insieme a noi se ne accorge subito.

Adesso stiamo macinando la dozzina dello Strega come una maratona pazza e ci divertiamo perché lo facciamo insieme: se ti va, ti aspettiamo.
E tu, come stai?

Mi racconti le cose che hai imparato, scoperto o che ti hanno fatto cambiare idea? Se ti va, puoi scrivermi rispondendo a questa mail. 

Ci rileggiamo a maggio.

Abbracci stretti,
Valentina

Ancora un po' di cose


Sono Valentina Aversano, un'esperta di comunicazione digitale che ama raccontarti i libri, la lettura e i progetti culturali che non conosci ancora.

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L'immagine di Basilico è di Ottavia Baldi




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