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«Ti inventi sempre delle cose da fare», disse Osvaldo. «Potresti restartene qui tranquilla, tutto il pomeriggio. Il tempo è cattivo. Non fa freddo, ma tira vento».
«Se sto ferma qui il pomeriggio, mi vengono idee tristi», disse Ada.


Caro Michele, Natalia Ginzburg

Una cosa che ho scoperto

Tutti i mercoledì chiacchiero con le persone nelle Instagram Stories: mi arrivano domande, consigli, fatti di tutti i tipi.

Ogni settimana prendo appunti perché scopro qualcosa che non so: una ragazza che ha deciso di rimanere anonima mi ha suggerito Forest, una app per gestire la dipendenza da smartphone.

Funziona così: non tocchi il telefono 25 minuti per volta, con un timer che, se riesci a resistere e a concentrarti davvero su quello che stai facendo, ti premia con un albero che cresce nella tua foresta virtuale. Se non ce la fai e molli prima, l'albero muore.

Puoi usarla anche quando sei con altre persone e vuoi smettere di controllare le notifiche e le chat nei momenti morti: ormai è un riflesso automatico, con la mano che sembra scattare da sola a sbloccare il telefono.

Io ho iniziato a far crescere un po' di alberi nella mia foresta: ne sono molto fiera.

Una cosa che ho imparato

Questa newsletter che stai leggendo arriva a più di cinquecento persone: mentre la scrivo non ci voglio pensare e mi dico non la apriranno e la segneranno come già letta o la dimenticheranno tra le altre mille che ricevono già

Una cosa che non sai di me è che io prima mi lancio in imprese grandiose e poi vorrei dimenticarmene perché se penso al giudizio degli altri mi manca il respiro; prima sogno, progetto, faccio proclami e poi quando arriva il momento di fare sul serio vorrei solo andarmi a nascondere. 

Quella che negli ultimi mesi mi sta facendo trovare il coraggio di provare a realizzare tutte le idee che mi vengono in mente è una voce interiore che mi tenta ripetendomi E se poi ti diverti?.

Ho imparato ad ascoltarla, perché ha quasi sempre ragione lei.

Una cosa che mi ha fatto cambiare idea 

L'acqua del rubinetto mi ha sempre fatto schifo, sempre. Però quando in casa abbiamo deciso di usare meno plastica, siamo partiti proprio dall'acqua perché è quella che ci fa ridurre più rifiuti. Lo ammetto: raccolta differenziata a parte, non mi sono mai sforzata più di tanto per migliorare l'impatto dei miei consumi. 

Tra le cose che sono cambiate da quando abbiamo una figlia c'è cercare di essere più responsabili anche rispetto all'ambiente: ridurre il più possibile le cose usa e getta, non sprecare cibo, provare a eliminare la plastica, donare quello che non ci serve più.

Da quando la bevo per fare qualcosa di utile, l'acqua del rubinetto ha un sapore migliore.
Perché non mi racconti anche le tue cose che hai imparato, scoperto o che ti hanno fatto cambiare idea? Se ti va, puoi scrivermi rispondendo a questa mail. 

Ci rileggiamo a marzo,
Valentina

Due cose dal blog

 
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