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  Newsletter n.25 del 23/10/2020

Promozione del benessere e della qualità della vita
(di Walther Orsi)



Gli orientamenti più diffusi relativi alla promozione del benessere fanno riferimento alla tutela della salute, al miglioramento dell'autostima, al potenziamento delle risorse psicologiche, all'adozione di uno stile di vita sano, alla gestione dello stress e alla valorizzazione delle emozioni. Tali orientamenti si basano su una concezione di benessere psico-fisico, sul potenziamento delle risorse personali e sul supporto di tecnici, quali medici, psicologi, psicoanalisti, coach e counsellor. 

La promozione di questa concezione di benessere fa riferimento ad azioni prevalentemente individuali tese al miglioramento degli stili di vita, alla ricerca di nuovi modelli e filosofie di vita, all'acquisto ed uso di beni e servizi per la salute, anche attraverso controlli sanitari più frequenti e mirati, unitamente ad interventi terapeutici e riabilitativi.

Questi importanti orientamenti tendono però, a volte, a sottovalutare lo stretto collegamento esistente fra benessere e qualità della vita. Quest'ultima infatti fa riferimento non solo ad aspetti soggettivi, ma anche oggettivi. A tale proposito occorre mettere in evidenza i molteplici ambiti oggettivi che la determinano, quali ad esempio: la situazione dell'occupazione, le condizioni abitative, il benessere economico, la dotazione di servizi ed infrastrutture, la situazione ambientale, la sanità, la giustizia, la sicurezza sociale, la cultura. La qualità della vita è un concetto multidimensionale che mette in evidenza molteplici aspetti e prospettive, che possono essere considerate come le tessere di un mosaico. Non è quindi un prodotto della singola persona, ma un bene/valore che si costruisce insieme

Se intendiamo promuovere benessere, ma anche qualità della vita occorre quindi sviluppare non solo interventi individuali, ma anche azioni che valorizzino la dimensione sociale. In tale prospettiva diventa fondamentale prevedere lo sviluppo della partecipazione e del ruolo attivo dei cittadini, la promozione di attività di integrazione sociale e lotta alla solitudine,  la valorizzazione dei beni comuni, la produzione di beni e servizi utili alla comunità, il potenziamento di interventi di prevenzione e promozione della salute.

Questa prospettiva non è affidata solo al ruolo e agli interventi delle istituzioni, delle organizzazioni, delle imprese, dei professionisti, ma richiede di valorizzare e promuovere una nuova capacità di azione sociale delle persone. Una modalità particolarmente significativa in questo senso e che oggi tende a diffondersi è quella delle buone pratiche sociali dei cittadini.
Esse non rappresentano solo delle azioni concrete per dare attuazione ad importanti valori, quali l'accoglienza, la solidarietà, la tutela dell'ambiente, la cura dei beni comuni, l'inclusione sociale, ma costituiscono anche delle modalità originali per la cura del benessere personale. Infatti occuparsi del miglioramento della qualità della vita e dei beni comuni significa anche prendersi cura di sé. Attraverso le buone pratiche sociali è possibile coniugare benessere e qualità della vita.

In che modo? Se si valorizzano le relazioni e le capacità di azione sociale delle persone, attraverso la cittadinanza attiva, è possibile scoprire il piacere del riconoscimento sociale dei comportamenti, valorizzare i ruoli delle persone, dare maggiore evidenza all'impatto socio-ambientale delle azioni personali, combattere la solitudine e quindi migliorare anche il benessere individuale.

Quali sono i principali orientamenti a cui fare riferimento per promuovere buone pratiche sociali?
Occorre promuovere uno sviluppo non solo economico, ma soprattutto sociale, culturale, etico, anche attraverso un sistema di welfare costituito dai servizi unitamente all'azione sociale dei cittadini. Essi non possono essere considerati solo dei consumatori, utenti, pazienti, ma soprattutto dei protagonisti ed imprenditori di benessere e qualità della vita. Le persone devono essere valorizzate nelle loro dimensioni psico-fisiche, culturali, spirituali, relazionali, unitamente ai loro comportamenti e ruoli sociali.

Ecco alcuni esempi di Buone pratiche sociali per la promozione di benessere e qualità della vita:
La filosofia dei fili colorati e gli incontri d’ascolto. Una terapia per l’anima



Gli esseri umani sono spinti e motivati a condividere i propri pensieri e convinzioni sul mondo perché la condivisione rafforza i legami sociali e soprattutto è una potente fonte di gratificazione personale e di soddisfacimento. Riunirsi in modo informale, quindi, può aiutare tutti noi a vivere una vita più serena.
Child Care e Families Share, condivisione di tempo e risorse tra genitori



Essere genitori, nonostante tutti i suoi aspetti positivi, è anche molto faticoso e spesso difficile.
Tra tutti gli impegni della vita quotidiana, crescere un bambino è forse una della attività più dispendiose. Un cittadino bolognese si è quindi proposto di aiutare i genitori ad auto-organizzarsi per condividere la cura dei figli creando reti sociali nella comunità.
Qui di seguito viene raffigurato un possibile percorso  personale di costruzione di una buona pratica sociale, orientata al miglioramento del benessere e della qualità della vita.

Per conoscere le buone pratiche sociali di cittadinanza attiva:

https://buonepratichesociali.cittadinanzattiva-er.it/
Guarda i video dei seminari sulle buone pratiche sociali dei cittadini a Bologna sul nostro canale Youtube:

https://www.youtube.com/channel/UCz18I362U8en5jOjNipI-pg
 
#buonepratichesociali di Cittadinanzattiva Emilia Romagna
un progetto di Walther Orsi

con la collaborazione di
Irene Amendola, Anna Baldini, Francesca Capoccia, Salvatore Condorelli, Paola Cuzzani, Claudia D'Eramo, Corinna Garuffi, Angelica Leoni, Francesco Scotece, Lorenzo Patera, Anastasiia Vitiuk
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